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Campana dei Campana
La Cabana si mette qua, o in casa o con l’unno (per chi mi chiede dove lo metto?)
Barbarians
Piccole lezioni sul design contemporaneo #9 (per non esser confusi con arredarecountry)
Basco, pelota, La vita agra, fotografia, fotoreport, anni ’60, Bar Giamaica, Milano, Brera, boom economico.
Conoscete la pelota? si dai quel gioco tipico dei paesi baschi, con i giocatori che lanciano una palla contro il muro facendo in modo che gli altri giocatori non riescano a ribattere.
A Milano c’era lo sferisterio di via Palermo, era un luogo storico, è stato chiuso verso il 1987 (c’è ancora ma è diventato uno spazio per presentazioni e feste). E’ citato da Luciano Bianciardi in “La vita agra” un romanzo del ’62 dove si parla degli anni del boom economico e di come era Milano a quei tempi, una Milano che un po’ conosco di cui ho colto le ultime danze, intese come il canto del cigno della Milano “capitale morale” della Milano “con il cuore in mano” mica questa città schifosa di adesso in mano alle bravedonne avanguardie della peggior speculazione edilizia.
Al libro di Bianciardi sono affezionato, perché contiene quella Milano là, la Milano di Brera, a quel tempo una zona centrale ma popolare e un po’ malfamata, fatta di alberghetti, di scomettitori di pelota, di prostitute su e giù per via fiori chiari, di latterie come il bar Giamaica, che nel libro è chiamato bar Antille. Bianciardi scrive di ragazze con il “mongomeri” e la coda di cavallo, di ristoranti toscani aperti da cuochi che venivano da Altopascio e Chiesina Uzzanese. Ho potuto vivere alcuni degli ultimi spasmi di quella Milano là, come gli spettacoli di varietà con spogliarello allo Smeraldo, le latterie cibicotti in corso Como o in San Gottardo, i panini sgombro e caprino della Crota Piemunteisa, il porfido di via Festa del Perdono.
Il romanzo “La vita agra” gravita attorno a Brera, il protagonista all’inizio del libro condivide una camera d’albergo, che credo di aver identificato con l’albergo Commercio di via delle Erbe (vedi Errore 1), con un fotografo il “Carlone” che è Carlo Bavagnoli che nel 1964 verrà assunto da Life caso unico per un fotografo italiano.
Altri due monumenti della fotografia italiana come Mario Dondero e Ugo Mulas, dividono l’albergo con Bianciardi: “…le stanze affittate al numero otto, terzo piano, erano tre: la nostra – di me e di Carlone – nel mezzo, fra quella di Ugo e Mario, e quella dei pelotari, cioè Aldezabal, Gazaga detto braccio di ferro e Barranocea.”
In cinque sei pagine a inizio libro Bianciardi racconta il mondo che ruota attorno allo sferisterio di via Palermo, la pelota, i giocatori baschi, gli scommettitori.
Tutto questo mondo mi è ritornato a galla nei ricordi ieri mattina, quando un vicino di casa nel palazzo dove ho lo studio da quindici anni, un signore con cui non ho mai parlato salvo scambiarci dei cordialissimi “buongiorno-buonasera”, ha commentato il berretto basco che solitamente porto in inverno, rivelandosi per le sue origini basche e per essere stato un giocatore di pelota.
Quel signore non sa di essere un mito per me, per essere stato un giocatore di pelota, per quel mondo, per il mio lavoro di fotografo.
Appendice 1
Nel giro del bar Giamaica oltre a Bavagnoli, Dondero e Mulas, c’erano anche Uliano Lucas e Alfa Castaldi che sposa Anna Piaggi e si dedica alla foto di moda, é scomparso nel 1995.
Coincidenze 1
Nel 1975 ho conosciuto Nini Mulas, vedova di Ugo, e nel ’77 sono stato suo assistente per un mese, in questo poco tempo ho imparato la metà di quello che so fare come fotografo.
Coincidenze 2
Nel 1988 allo sferisterio di via Palermo, a una presentazione dell’azienda di arredamento Mazzei, Cristina e Massimo Morozzi mi hanno presentato Monica e Valerio Mazzei, titolari della appena costituita Edra, azienda che in pochi anni è diventata leader tra i produttori di arredo di design e con la quale collaboro da ventanni.
Errore 1
Alessia Camerlengo mi ha inviato la sua tesi di laurea “L’arte dell’incontro: la fotografia di Mario Dondero”.
Alessia racconta in modo molto partecipato e esauriente il lavoro di Dondero e nella sua tesi riporta questa citazione: “ […], quando Bianciardi venne chiamato a Milano, la prima porta cui bussò in cerca d’alloggio fu la nostra, semplici inquilini della pensione della signora Maria Tedeschi, la signora De Sio della vita agra, al n. 8 di via Solferino, piena di materna comprensione per le nostre giovani esistenze.” (M. Dondero, Un certo stile – Consigli per sopravvivere meglio. Dialoghi con Luciano, «Diario», 20 dicembre 2002)
L’alloggio di Bianciardi e amici non è quindi l’albergo Commercio come avevo erroneamente intuito.
Un presepe in ogni casa
L’albero della Edra
Capitale morale?
Milano città-mito dove accade quel che deve accadere, dove hanno inizio anche i più nefasti percorsi. Milano è tornata a essere la capitale morale? Da oggetto kitsch mal guardato, la riproduzione in piccolo del Duomo di Milano come simpatico regalo è lanciata da Massimo Tartaglia sul muso del Presidente del Consiglio signor Onorevole Cavaliere Silvio Berlusconi e in pochi giorni diventa il souvenir più richiesto. (Immagine realizzata nel dicembre 1985 per la copertina della rivista di design Modo)
Capitali del design
Milano, Chiostri di San Simpliciano. Gli studenti della Facoltà di Design e Arte della Libera Università di Bolzano hanno presentato “Attimo sospeso” uno dei progetti più belli e emozionanti visti durante la settimana milanese del Salone del Mobile.
Salone del mobile
L’affollato stand di Edra, riflesso nel mobile Scrigno di Fernando e Humberto Campana
Capitale del design!
Tavolo Capriccio di Jacopo Foggini e specchio Miraggio di Fernando e Humberto Campana, produzione Edra 2009
Capitale del design?









