archivio

Archivio mensile:maggio 2010

Giardini del Casoncello. La siepe viva è quella con piante radicate nel terreno, la siepe morta è composta con ramaglie, fascine, cortecce. Rami e altro materiale del giardino che non può essere utilizzato per il compost può essere smaltito usandolo per la siepe morta.Fare una siepe morta è abbastanza semplice: si piantano due file dei paletti lasciando tra le due file una profondità di 40-50 centimetri, questo spazio sarà pian piano riempito con i rami provenienti dalla potatura o spezzati dalle intemperie. La siepe morta è bella esteticamente, diverrà presto invalicabile dall’istrice, dai cinghiali, dai caprioli e rifugio di insetti e di uccelli, la siepe morta sarà piena di vita.

Giardini del Casoncello. Sulle colline bolognesi nei pressi di Loiano Gabriella Buccioli ha realizzato in vent’anni di lavoro un giardino dove erbe e “malerbe” si accompagnano per offrire scene di ritrovata naturalezza. Un giardino sostenibile, organico, naturale, oasi di biodiversità. Un giardino carismatico, un riferimento per il progetto contemporaneo di un giardino contemporaneo. Un progetto di vita e di giardino che difficilmente è capito, quando non è più spesso avversato dalla cultura accademica di cui sono infarciti molti giardinieri. Gabriella ha raccontato la sua esperienza in due libri: “I giardini venuti dal vento” pubblicato nel 2004 e il più recente “Chiacchere di giardinaggio insolito” editi da Pendragon.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: