Euforia delle cime (#5)

Anne-Laure Boch
L’euforia delle cime
Piccole considerazioni sulla montagna e il superamento di sé
Ediciclo Editore 2011
euforiadellecime

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1 commento
  1. – Chiedimi perché vado in montagna. Chiedimi perché, quando il resto mi sta stretto, l’unica via è il sentiero. Chiedimelo.
    – Perché?
    – Perché in montagna non puoi sprecare fiato per parole inutili. Lo devi conservare per arrivare in cima, e il resto è silenzio o parole gentili.
    Perché l’unico peso è lo zaino. Non c’è peso per il cuore.
    Perché tutti, se lo desiderano, possono arrivare in cima. Solo un passo dietro l’altro.
    Perché incroci persone che trovano ancora un momento per salutarti.
    Perché non ci sono orpelli: ci sei tu e c’è il tuo corpo, che devi custodire e curare, se vuoi avere le forze. C’è il cielo con i suoi umori. Non si scherza con la pioggia, il vento, la neve o la notte. Devi fare molta attenzione, e tornare a quello stadio primitivo in cui la natura e i suoi movimenti erano parte della tua vita, parte integrante del tuo quotidiano. Non puoi snobbare la natura, in montagna: ti tira per la manica, ti chiede di guardarla, di studiarla, di esserle presente.
    In montagna puoi e devi essere presente a te stessa, senza distrazioni

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